Mi presento:

Blogger: observed
Nome: SiLente Parolaia.
Papparapà!!! Prego: proseguendo potrete passeggiare, pazienti o precipitosi, pacifici o prepotenti, propizi o perplessi, per prolisse pagine piene di pensieri personali, pazzeschi, parziali, prudenti, pomposi, politici, proibiti, pirotecnici, perfidi, perbene, paurosi, perspicaci, preoccupanti, ponderati, precostituiti, prostituiti... pavento pure patetici, pallosi, pretenziosi, pettegoli. Presento prove puerili, promesse prosodiche, pestifere postille, pezzi profondi, parolacce pertinenti, passaggi puntigliosi, pernacchie perigliose, pagliacciate pimpanti, piccole precisazioni, polemiche posticce, pasticci parodici, pesanti perifrasi, prosastiche poesiole per passioni pericolanti, patemi palesi, pentimenti proditori, pastose paranoie, propositi persistenti. Pubblico pinzillacchere probabilmente per pallino, piacere, passatempo.

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Colori di Milano.

L'azzurro del cielo

,

alcune case variopinte

,

il verde dei parchi

.
observed by observed, 30/03/2007 15:24 | link | commenti

scansando le scansie

Che ridere il maestro
che si muove maldestro
giocando a mosca cieca
dentro alla biblioteca...!
observed by observed, 30/03/2007 00:25 | link | commenti (1)

a ramengo

C'è chi sostiene che per scomparire bisogna prima comparire: l'ho letto in un libro. Io ho letto un libro: wow. Oggi sono un po' esaurita e non mi va di comparire da nessuna parte. Non è male tenere spento il cellulare, così non ci si accorge in ogni momento che nessuno ti sta chiamando; mi ritrovo ad evitare i messaggi, così posso stare a scrivere altro in pace. Avevo pensato di inserire una sezione qui a lato con la lista degli ultimi film che ho visto, ma quasi mi vergogno della pochezza sia quantitativa che qualitativa della stessa. Vergognoso vergognarsi di ciò che si è scelto, è altresì vergogna ammettere la propria passività di fronte, per esempio, a quel che passa in tv o più in generale alle varie decisioni. Talvolta insensata, ha in fondo un suo ruolo e un perché, la vergogna: un sentimento legato alla convenienza, non economica. Conviene, è meglio, è giusto, si deve ma per gli altri o per timore del giudizio altrui più che per se stessi. Chissà. E' moralità o moralismo ciò che mi soffoca e censura? Scrivo senza esserne sicura: forse è solo un vano sofismo, in realtà sono sfacciata oppure qui sono sincera e quindi mi sento spacciata.

Non avvicinarti, questo penso.
Sento i tuoi passi sul pavimento.
Stai lontano, sono un caso perso.
Tremo e poi scappo senza un pretesto.
observed by observed, 29/03/2007 23:35 | link | commenti (2)

progetto di viaggio

itinerario di viaggio
Con la transiberiana da Mosca a Pechino e tour della Mongolia, luglio 2007.
observed by observed, 25/03/2007 12:25 | link | commenti (5)

Poco sotto Milano

Oggi mi sono improvvisata fotoreporter, dal mio posto sul treno.

Fra campi e capannoni...

 campi e capannoni

...fabbriche abbandonate...



...campi da golf...



...baraccopoli..



(purtroppo il finestrino non era pulitissimo).
observed by observed, 24/03/2007 02:24 | link | commenti (5)

pesce catturato nella rete

Un'ora di internet è come l'ora d'aria,
libertà dalle costrizioni della realtà,
per un'ora che poi lo sai, non ti basta mai.

E' evadere invece di voler cambiare il mondo,
che in sè non è  una prigione, me ne rendo conto.
observed by observed, 21/03/2007 04:39 | link | commenti (3)

che poesia...

Appare maestosa la Certosa,
rossa come il castello dei Visconti,
le case antiche della città, i ponti.
E' la magia di un passato che incontri
passeggiando per la via, questa è Pavia.
observed by observed, 20/03/2007 14:55 | link | commenti

esempio

A chiedere aiuto spesso provo ritegno,
per un'assurda paura di disturbare
gente che sarebbe felice di aiutare.
Non è vergogna aver bisogno di sostegno,
anzi penso lo sia piuttosto il disimpegno:
ho degli atteggiamenti che dovrei cambiare.
observed by observed, 20/03/2007 14:53 | link | commenti

qui

La luce di disperazione nello sguardo
di chi non riesce a scorgere un  traguardo.

Non voler più vedere le persone care
perchè non sappiano che tu stai male.

Questi i pensieri che sgorgano dalle mie dita,
leggendoli non posso che sembrare avvilita...

Eppure i miei problemi sono peli nell'uovo,
e l'uovo è pieno quindi non ce ne sono.

E' insensato questo eterno lamento,
l'autocommiserazione e il tormento.

Mi guardo le mani senza capire
dove le trovano, le cose da dire.
observed by observed, 18/03/2007 22:20 | link | commenti (1)

Erika

Quella mattina Erika scoppiò a piangere.
Non era ancora l’alba quando ciò avvenne.

Erika pianse senza un motivo apparente, ma non pianse per niente.
Era una ragazza solare, vivace, di quelle a cui il mondo piace.
Era una ragazza sensata: ogni scelta che compiva era motivata.

Eppure quella decisione importante, in fondo al cuore sapeva di averla “sbagliata”.
Certo aveva ponderato la questione a fondo e sapeva di godere dell’approvazione del mondo intero. Per quello che vale perché in fondo, chi la conosceva davvero?

Pianse per la consapevolezza del fatto che qualcosa non funzionava nella sua vita.
Pianse perché sapeva che per non notarlo si era sempre auto-stordita, di film, parole, sesso, di relazioni finte, di dolci, bei vestiti, trucchi e  creme di bellezza che non riuscivano a mascherare la sua profonda tristezza.

Amava definirsi possibilista ma soggiaceva immobile e rassegnata ad una presunta immutabilità dell’essere. Non si comportava mai in maniera avventata però i suoi sogni erano avventurosi. La discrasia fra pensieri e realtà era per lei manifesta, diceva fra se e se che non poteva cambiarsi la testa.

Non era motivata a fare nulla e la scelta di non agire le pareva, da un certo punto di vista, sensata; considerando altri aspetti della situazione, compreso il buon senso, il senso comune, l'inedia le sembrava la cosa peggiore: non era certo una soluzione.

Disprezzava tutti gli oggetti di cui si era convinta di non poter fare a meno, ma che cosa per lei era necessario davvero? Quanto erano davvero suoi, i suoi desideri? In che misura aveva assunto su di se le aspirazioni dell'eroe di quel romanzo o del film preferito, della sorella, di un amico? Quale l’importanza delle influenze esterne, dell’educazione? Eppure è “normale” che si badi al contesto, che non si ci si butti a casaccio fra le diverse opzioni, che si mettano a frutto le esperienze, vissute anche da altra gente. E’ normale che nessun criterio di scelta sia mai pienamente soddisfacente.

Ciò che l’aveva depressa quella mattina, era stato il tormento del mal di schiena e di non riuscire a dormire, a rifugiarsi nella tranquillità, nell’oblio del letto.
Strano, notava, come un fastidio fisico possa provocare, come effetto collaterale, una sorta di crisi esistenziale.

Ecco l’alba, quiete nel cuore.
Finita, quella notte di dolore.

Il Voltaren iniziava a fare effetto, anche stavolta aveva trovato un anestetico efficace per il suo male di vivere. Avrebbe fatto meglio a smettere di leggere poesie.
Erika amava Montale.

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
observed by observed, 18/03/2007 07:13 | link | commenti (2)


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