C'è chi sostiene che per scomparire bisogna prima comparire: l'ho letto in un libro. Io ho letto un libro: wow. Oggi sono un po' esaurita e non mi va di comparire da nessuna parte. Non è male tenere spento il cellulare, così non ci si accorge in ogni momento che nessuno ti sta chiamando; mi ritrovo ad evitare i messaggi, così posso stare a scrivere altro in pace. Avevo pensato di inserire una sezione qui a lato con la lista degli ultimi film che ho visto, ma quasi mi vergogno della pochezza sia quantitativa che qualitativa della stessa. Vergognoso vergognarsi di ciò che si è scelto, è altresì vergogna ammettere la propria passività di fronte, per esempio, a quel che passa in tv o più in generale alle varie decisioni. Talvolta insensata, ha in fondo un suo ruolo e un perché, la vergogna: un sentimento legato alla convenienza, non economica. Conviene, è meglio, è giusto, si deve ma per gli altri o per timore del giudizio altrui più che per se stessi. Chissà. E' moralità o moralismo ciò che mi soffoca e censura? Scrivo senza esserne sicura: forse è solo un vano sofismo, in realtà sono sfacciata oppure qui sono sincera e quindi mi sento spacciata.
Non avvicinarti, questo penso.
Sento i tuoi passi sul pavimento.
Stai lontano, sono un caso perso.
Tremo e poi scappo senza un pretesto.